المركز الإسلامي في الفريولي و الفينيتسيا جوليا
مشروع توسيع المركز
أخوتنا الكرام,
السلام عليكم و رحمة الله و بركاته, أما بعد:
في هذه البلاد, و بحمد الله ,يزداد عدد المسلمين يوما بعد يوم و هذا ما حدث في مدينتنا تريسته. فبعد أن إشترينا شقة مساحتها 200م مربع في عام 2001 و كان فيها متسع كثير, اليوم لا تكفي حتى لصلاة الجمعة, و لهذا السبب نجد أنفسنا مجبرين على إيجاد حل لهذه المشكلة المفرحة, و بحمد الله رزقنا الله بشقة ملتصقة مساحتها حوالي 80م مربع يمكننا أن نضمهن لبعضهن فتصبح المساحة الكلية 250م مربع.
لذلك توكلنا على الله و قررنا شراءها بقيمة 83000 يورو يضاف عليه حوالي 7000 يورو تكاليف بوروقراطية و لبعض أعمال الترميم, و بداءنا بجمع التبرعات من الأخوة و لا نزال نحتاج إلى أكثر من 55000 يورو.
أختوتنا في الله, هذه الصدقة الجارية إلى يوم القيامة, و هذا هو القرض الإلاهي المربح حقا, و هذه هي الدعوة الصادقة, فمن أراد الفيء و عنده الإمكانية بحتى القليل و نحتسبه له عند الله كثيرا و هو أكرم الأكرمين, فهلموا معنا نتعاون في سبيل الله.
أجاز العلامة د. يوسف القرضاوي رئيس الاتحاد العالمي لعلماء المسلمين تهنئة النصارى وغيرهم من أهل الكتاب بأعيادهم، واعتبرها "من البر" الذي لم ينه الله عنه
01.01.2008 14:31
. كما دعا إلى استبدال مصطلح "أهل الذمة" الذي أطلقه الفقهاء على النصارى بمسمى "مواطنين"، وإلى ترجيح "فقه التيسير" مراعاة لتغير الأوضاع.
جاء ذلك ردا على سؤال تلقاه د. القرضاوي من عدد من محبيه خلال الأيام الماضية بمناسبة احتفالات المسيحيين بأعياد رأس السنة الميلادية حول جواز تهنئتهم.
وقال: "أجيز تهنئتهم إذا كانوا مسالمين للمسلمين، وخصوصا من كان بينه وبين المسلم صلة خاصة، كالأقارب والجيران في المسكن، والزملاء في الدراسة، والرفقاء في العمل".
وذكر أن مراعاة تغير الأوضاع العالمية، هو الذي جعله يخالف شيخ الإسلام ابن تيمية في تحريمه تهنئة النصارى وغيرهم بأعيادهم.
واعتبر التهنئة "من البر الذي لم ينهنا الله عنه، بل يحبه كما يحب الإقساط إليهم"، مستشهدا بقوله تعالى: {إِنَّ اللَّهَ يُحِبُّ الْمُقْسِطِينَ} [الممتحنة:8]. ولا سيما إذا كانوا هم يهنئون المسلمون بأعيادهم، والله تعالى يقول: {وَإِذَا حُيِّيْتُم بِتَحِيَّةٍ فَحَيُّواْ بِأَحْسَنَ مِنْهَا أَوْ رُدُّوهَا} (النساء:86).
وأوضح أنه "يجب أن نراعي مقاصد الشارع الحكيم، وننظر إلى النصوص الجزئية في ضوء المقاصد الكلية، ونربط النصوص بعضها ببعض، وها هو القرآن يقول: {لا يَنْهَاكُمُ اللَّهُ عَنِ الَّذِينَ لَمْ يُقَاتِلُوكُمْ فِي الدِّينِ وَلَمْ يُخْرِجُوكُمْ مِنْ دِيَارِكُمْ أَنْ تَبَرُّوهُمْ وَتُقْسِطُوا إِلَيْهِمْ إِنَّ اللَّهَ يُحِبُّ الْمُقْسِطِينَ} [الممتحنة:8]. فهذا هو الأصل، وهو الدستور".
"مواطنون" بدل "أهل الذمة"
ودعا رئيس الاتحاد العالمي لعلماء المسلمين أيضا لاستبدال مسمى "مواطنين" بمصطلح "أهل الذمة" الذي أطلقه الفقهاء على النصارى.
وعلل دعوته بأن "الفقهاء المسلمين جميعا قالوا: إن أهل الذمة من أهل دار الإسلام، ومعنى ذلك بالتعبير الحديث أنهم: (مواطنون)، فلماذا لا نتنازل عن هذه الكلمة (أهل الذمة) التي تسوءهم، ونقول: هم (مواطنون)".
وذكر بأن "سيدنا عمر بن الخطاب رضي الله عنه تنازل عما هو أهم من كلمة الذمة، حيث تنازل عن كلمة (الجزية) المذكورة في القرآن، حينما جاءه عرب بني تغلب، وقالوا له: نحن قوم عرب نأنف من كلمة الجزية، فخذ منا ما تأخذ باسم الصدقة ولو مضاعفة، فنحن مستعدون لذلك. فتردد عمر في البداية. ثم قال له أصحابه: هؤلاء قوم ذوو بأس، ولو تركناهم لالتحقوا بالروم، وكانوا ضررًا علينا، فقبل منهم".
وأشار إلى أن "الأحكام تدور على المسميات والمضامين لا على الأسماء والعناوين، ولا بد أن ننظر في قضايا غير المسلمين وفي قضايا المرأة نظرات جديدة، وأن نرجح فقه التيسير، وفقه التدرج في الأمور؛ مراعاة لتَغيُّر الأوضاع".
ولفت إلى إن "كثيرا من المشايخ أو العلماء، يعيشون في الكتب، ولا يعيشون في الواقع، بل هم غائبون عن فقه الواقع، أو قل: فقه الواقع غائب عنهم؛ لأنهم لم يقرءوا كتاب الحياة، كما قرءوا كتب الأقدمين. ولهذا تأتي فتواهم، وكأنها خارجة من المقابر".
Fonte: www.aljazeera.net
08/02/2008
La Carta dei musulmani d’Europa
Introduzione
Nonostante tutte le
loro diversità, i musulmani d’Europa condividono
numerosi valori e principi comuni. ب per questo loro dovere
esprimere con chiarezza le loro convinzioni religiose e la natura
della loro presenza nella società.
Lo scopo di questa
carta è di precisare un certo numero di principi fondamentali
su cui si basa la comprensione comune dell’Islam nel contesto
europeo e di consolidare le basi degli scambi positivi con la
società.
Tra i principali motivi
che rendono necessaria la stesura di questa carta:
Il contributo
dell’Islam nell’arricchimento della civiltà
europea contemporanea, la secolare presenza islamica in particolare
nell’Europa orientale ed il fatto che i musulmani che vivono
nell’Europa Occidentale vi si siano stabiliti in modo
permanente, passando da una presenza temporanea di immigrati
stranieri ad una residenza permanente rappresentata dalle nuove
generazioni dei figli degli immigrati.
La rinnovata
necessità di una cittadinanza fondata sulla giustizia,
l’uguaglianza dei diritti ed il riconoscimento dei musulmani
come comunità religiosa.
La diffusione
dell’islam nel mondo con il suo bagaglio di spiritualità,
umanità e civiltà e la necessità di migliorare
la cooperazione e l’avvicinamento con l’Occidente in
generale e con l’Europa in particolare al fine di assicurare
la giustizia e la pace nel mondo.
In sintonia con il
processo di unificazione e allargamento dell’Europa, si è
reso necessario un maggiore avvicinamento tra i musulmani d’Europa.
La necessità
di consolidare i valori del dialogo e della pace per il benessere
della società, ed il rafforzamento dei valori della
moderazione e degli scambi interculturali lontano da ogni forma di
estremismo o di esclusione.
Tutte
queste considerazioni hanno spinto le organizzazioni islamiche
d’Europa a formulare questa carta per sostenere il ruolo
positivo dell’Islam per la società europea, anche
facilitando la costruzione di ponti con il resto del mondo islamico.
Parte prima: della
comprensione dell’islam
1-La nostra
comprensione dell’islam poggia su principi fondamentali tratti
dalle fonti principali dell’islam: il Corano e la Sunna, nel
rispetto del consenso generale e prendendo in considerazione il
contesto attuale e contemporaneo e nel rispetto delle specificità
della realtà europea.
2 – La
comprensione dello spirito autentico dell’islam si basa sul
principio della wasatiya ( = intermediatezza, moderazione ed
equilibrio) che delinea gli scopi generali di questa religione, che
non si riconosce nell’eccesso nè nella negligenza e che
unisce in armonia la guida della Rivelazione alla luce
dell’intelletto e la ragione, che rispetta il giusto equilibrio
tra le necessita materiali dell’uomo e le sue aspirazioni
spirituali e che considera la vita come l’equilibrio tra la
ricerca dell’aldilà e l’impegno per il benessere
nella vita terrena.
3 –
L’islam, con i suoi principi, le sue regole ed i suoi valori si
articola in tre ambiti:
a) La fede (il dogma)
che si fonda su sei pilastri: la fede in Dio, nei Suoi profeti, nei
Suoi angeli, nei libri da Lui rivelati, nel giorno del giudizio, nel
destino.
b)Le regole del
comportamento islamico che riguardano il culto, il modo con cui il
musulmano deve rapportarsi con Dio e con le persone, nei differenti
ambiti della vita corrente.
c) L’etica e la
morale islamica, che da’ indicazioni sulla via da seguire per
il compimento del bene. Questi tre ambiti sono interdipendenti e
complementari e convergono verso un unico obiettivo che consiste nel
ricercare e favorire tutto ciٍ che è utile e positivo e
nel respingere tutto ciٍ che è nocivo e dannoso,
nell’interesse dell’individuo e della collettività.
4 – Tra le
caratteristiche generali dell’islam troviamo il pieno rispetto
per l’umanità in generale, l’islam si
distingue anche per l’elasticità del suo sistema
giuridico ed il rispetto del pluralismo, esso considera la
diversità tra le persone qualche cosa di naturale.
5 –
L’islam ha onorato l’essere umano e lo considera vicario
di Dio sulla Terra. Questa dignità è
riconosciuta a tutti gli esseri umani, uomini o donne essi siano,
senza distinzione alcuna. Il rispetto della dignità dell’uomo
consiste anche nel proteggerlo da tutto ciٍ che puٍ
danneggiare la sua salute fisica e mentale, o da chi approfitta della
sua debolezza per sfruttarlo o privarlo dei suoi diritti.
6 - L’islam
accorda un interesse particolare alla dimensione sociale ed
invita alla misericordia, all’aiuto reciproco, alla
solidarietà ed alla fraternità. Questi valori si
ritrovano in particolare nei diritti dei genitori, dei parenti e dei
vicini, ed anche nei diritti dei poveri e dei bisognosi, degli
ammalati e delle persone anziane, qualunque siano le loro fedi o
origini.
7 - L’islam
invita alla perfetta uguaglianza tra uomo e donna in quanto
esseri umani, nel reciproco rispetto. Considera che la vita
equilibrata si basa sulla complementarità e l’armonia
tra l’uomo e la donna. Rinnega ogni idea o comportamento che
sottovaluta la donna o che la priva dei suoi diritti, anche se
purtroppo abitudini errate sono presenti in certi ambienti musulmani.
L’islam rifiuta ogni forma di sfruttamento della donna o che
sia trattata come oggetto di piacere.
8 –
L’islam considera la famiglia unita dal legame di matrimonio
tra un uomo ed una donna il luogo naturale ed ideale per la
crescita delle generazioni future, essa è anche fonte di
felicità per l’individuo e di stabilità per la
società. Per questo l’islam raccomanda di dotarsi e di
mettere in atto tutte le disposizioni ed i mezzi atti a consolidare
la famiglia e a difenderla da tutto ciٍ che puٍ
indebolirla o di marginalizzare il suo ruolo.
9 –
L’islam rispetta i diritti dell’uomo e richiama
all’uguaglianza tra tutti gli esseri umani, rifiuta ogni forma
di discriminazione razziale, proclama la libertà e condanna la
costrizione nella religione garantendo ad ogni persona la libertà
di credo. Allo stesso tempo, grazie alla sua visione equilibrata
della libertà, l’islam raccomanda il rispetto dei valori
morali e delle norme giuridiche, per evitare che questa libertà
si trasformi in danno alle persone o ai beni.
10 –
L’islam invita alla conoscenza reciproca tra le persone,
al dialogo, alla collaborazione ed alla cooperazione
tra i popoli e le nazioni, al fine di realizzare una migliore
convivenza e di garantire la pace nel mondo. Il termine jihadcitato nelle fonti islamiche significa sforzarsi per il bene,
partendo dallo sforzo che l’individuo compie per migliorare se
stesso, per comprendere anche lo sforzo compiuto affinché
venga rispettato il diritto e la giustizia dalle persone. Il jihad
inteso come scontro armato è inteso come l’ultima
soluzione a cui uno Stato puٍ ricorrere per legittima difesa
quando subisce un’aggressione armata. I principi dell’islam
in questo ambito sono gli stessi sanciti dal diritto e dalle
convenzioni internazionali.
Partendo da questo
presupposto, l’islam rifiuta e condanna fermamente ogni
forma di violenza e di terrorismo, sostiene le cause giuste e
riconosce alle persone il diritto di difendere i propri diritti con i
mezzi previsti dalla legge, lontano da ogni parzialità o
ingiustizia.
11 –
L’islam raccomanda ai musulmani l’onestà ed il
rispetto dei propri impegni e vieta loro il tradimento, la slealtà
e l’imbroglio. Ordina di comportarsi nel migliore dei modi non
solo con le persone bensى con tutte le altre creature.
12 –
L’islam, partendo dal principio della shura
(=consultazione, concertazione) e considerando i risultati raggiunti
dall’esperienza umana nel campo della politica e della
legislazione, riconosce i principi su cui si basa il sistema
democratico che garantisce la libertà di scelta dei
rappresentanti e delle istituzioni politiche, il rispetto del
pluralismo e dell’alternanza pacifica al potere.
13 –
L’islam raccomanda all’uomo di usufruire del patrimonio
naturale che è stato messo a sua disposizione nel rispetto
dell’ambiente dall’inquinamento e dalla distruzione.
L’islam ordina di difendere l’ambiente da tutto ciٍ
che puٍ compromettere il suo equilibrio naturale e raccomanda
la salvaguardia del patrimonio naturale e la protezione degli animali
e vieta lo spreco e la dilapidazione dei beni.
Parte seconda: la
presenza islamica nella società
Principi che
riguardano l’ambito islamico
1 – I
musulmani d’Europa, nonostante le loro differenti origini
etniche e culturali e la loro appartenenza a riti e a scuole di
pensiero diverse, nel quadro dei valori fondamentali immutabili
dell’islam, costituiscono un unico gruppo religioso unito dalla
fratellanza nell’islam; allo stesso tempo i musulmani di ogni
Stato Europeo sono legati tra di loro dall’appartenenza alla
stessa entità nazionale. Ogni discriminazione su base etnica è
contraria ai valori dell’islam che invita all’ unità.
2 –
Considerando i principi della loro religione ed i loro comuni
interessi, i musulmani d’Europa sono invitati a far convergere
i loro comuni intenti e a collaborare tra di loro, coordinando gli
sforzi delle loro associazioni ed organizzazioni, senza che ciٍ
intacchi il riconoscimento ed il rispetto della diversità che
li caratterizza.
3 – I
musulmani d’Europa oltre ad appartenere agli Stati Europei nei
quali vivono e pur dando la priorità ai loro doveri di
cittadini, si sentono parte dell’umma islamica. Il
legame che unisce i musulmani d’Europa ai loro fratelli nel
mondo, rientra nel quadro delle relazioni naturali tra membri di una
stessa comunità. Questo legame puٍ essere orientato per
aiutare ad approfondire la comunicazione e rafforzare la
collaborazione tra l’Europa ed il mondo islamico ed ampliare le
vie della cooperazione tra i popoli e gli Stati del mondo.
Presupposti ed
implicazioni della cittadinanza
1 – I
musulmani d’Europa rispettano le leggi e le autorità dei
rispettivi Stati, senza che ciٍ impedisca loro di
difendere i loro diritti e di esprimere le loro opinioni e le loro
posizioni sia a titolo individuale che collettivo, sia per quanto li
riguarda come comunità religiosa o che li riguarda più
in generale come cittadini, cosى come previsto per tutti i
cittadini. Per quanto riguarda le divergenze che possono sorgere tra
alcune leggi e certi aspetti particolari legati alla religione, i
musulmani possono rivolgersi alle autorità competenti per
trovare delle soluzioni che prendano in considerazione le loro
necessità.
2– I
musulmani d’Europa rispettano il principio della laicità
che si fonda sulla neutralità dello Stato rispetto alle
religioni. Ciٍ implica un trattamento ed una relazione equa
con tutte le religioni, e la possibilità per i fedeli di
esprimere le loro convinzioni e di praticare il proprio culto sia nel
pubblico che nel privato, individualmente o in modo congregazionale,
conformemente a quanto previsto dalle dichiarazioni dei diritti
dell’uomo e dalle convenzioni internazionali. Partendo da
questo presupposto, i musulmani d’Europa, come comunità
religiosa hanno il diritto di costruire le loro moschee, di creare le
loro associazioni religiose, educative e sociali, di praticare il
loro culto e i loro riti religiosi, e di rispettare le prescrizioni
della loro religione nella loro vita quotidiana, sia per quanto
riguarda la loro alimentazione, l’abbigliamento o altro.
3 – I
musulmani d’Europa, in quanto musulmani e cittadini, sono
convinti che sia loro dovere agire per il bene della collettività
e per l’interesse della società in generale. Sono
altresى convinti che cosى come è loro dovere
impegnarsi e spendersi per compiere i loro doveri di
cittadini, è loro dovere rivendicare i propri diritti.
I principi fondamentali dell’islam prevedono che il cittadino
musulmano debba essere attivo nella vita sociale, produttivo,
benefico e altruista.
4 – I
musulmani sono chiamati ad integrarsi in modo positivo nelle loro
rispettive società, integrazione fondata su un equilibrio
armonioso tra la conservazione della loro identità religiosa,
ed i loro doveri di cittadini. Ogni integrazione che nega ai
musulmani il diritto di salvaguardare la loro identità
religiosa non serve né gli interessi dei musulmani né
quelli delle società europee alle quali appartengono.
5 – La
cittadinanza positiva comporta la partecipazione politica a
cominciare dall’esercizio del diritto di voto e
dall’interazione con i partiti politici. Per questo i musulmani
partendo dal presupposto di una cittadinanza attiva, credono nella
positività ed operano per un loro coinvolgimento nell’ambito
politico in generale. Li incoraggia in questo senso l’apertura
delle organizzazioni politiche verso tutte le componenti della
società, apertura che comprende ed incanala tutte le
potenzialità e le idee.
6 – I
musulmani d’Europa vivono in società in cui convivono
convinzioni religiose e filosofiche differenti, confermano il loro
rispetto per questo pluralismo anche perché l’islam
stesso riconosce e sancisce il diritto alla diversità e non
cerca assolutamente di limitarlo ma al contrario invita alla
conoscenza reciproca e alla collaborazione tra i membri della
società.
Caratteristiche
della partecipazione dei musulmani d’Europa
1 – L’
islam, con i suoi principi umanitari universali, crede
nell’avvicinamento dei popoli nel rispetto dei loro diritti
e delle loro specificità e nel rispetto delle regole di
giustizia negli scambi e nella cooperazione tra le persone,
rifiutando ogni forma di dominazione e di sfruttamento. Partendo da
questo presupposto, i musulmani d’Europa considerano come loro
dovere contribuire al consolidamento delle relazioni tra l’Europa
ed il mondo islamico, e per raggiungere questo obiettivo è
necessario liberarsi degli stereotipi riguardo all’islam e
all’occidente al fine di costruire delle basi solide per una
migliore comunicazione tra i popoli e scambi fruttuosi tra le
civiltà.
2 – L’islam,
con il suo bagaglio di valori umani e di civiltà puٍ
contribuire tramite la sua presenza in Europa, a consolidare il ruolo
dei valori generali utili per le nostre società contemporanee,
come i valori della giustizia, della libertà, della
fratellanza, dell’uguaglianza, della solidarietà. Puٍ
inoltre contribuire a confermare gli aspetti umani e morali nel campo
del progresso scientifico, tecnologico ed economico. Questo
contributo avrà sicuramente dei benefici per tutti.
3 – La presenza
dell’islam in Europa rappresenta un’opportunità
per la realizzazione della conoscenza reciproca, della convivenza
e del dialogo interreligioso, che l’islam incoraggia ed
invita a promuovere, contribuendo a consolidare il cammino verso la
pace nel mondo.
4 – I
musulmani d’Europa rappresentano, grazie al patrimonio
religioso e culturale che possiedono e grazie alla loro presenza nei
diversi Stati, un fattore di sostegno e promozione degli sforzi di
avvicinamento nell’ambito dell’Unione Europea. Ciٍ
contribuirebbe a rendere l’Europa, anche grazie alle sue
diverse e variegate componenti religiose e culturali, un importante
polo di civiltà, capace di ricoprire un ruolo di
equilibrio tra le potenze mondiali.
“O uomini,
vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di
voi popoli e tribù affinché vi conosciate a vicenda”
(Corano 49,13)
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